ORA BISOGNA RIPRENDERE LA STRADA DEL PROPORZIONALE.
La decisione della Corte Costituzionale di considerare inammissibili i quesiti referendari sulla legge elettorale non può che essere apprezzata. Essa interpreta fedelmente il principio, più volte ribadito nella giurisprudenza costituzionale, ma che i proponenti i quesiti hanno disinvoltamente e colpevolmente disconosciuto, secondo il quale non si può, via referendum, ripristinare una legge precedentemente in vigore. Sul piano più strettamente politico, la sentenza della Corte blocca un’operazione non solo strumentale, ma estremamente pericolosa dal punto di vista democratico, tesa a riproporre il maggioritario di collegio, con l’obiettivo esplicito di indurre una torsione più accentuatamente bipolare nel sistema politico italiano.
Il Partito della Rifondazione Comunista non ha mai fatto mistero di considerare l’attuale legge elettorale, il “porcellum”, una scelta scellerata, in primo luogo per la fissazione di un arbitrario premio di maggioranza e, in secondo luogo, per la sottrazione di ogni discrezionalità da parte degli elettori nella decisione sulle proprie rappresentanze. Non si può, tuttavia, pensare di superare l’attuale legge elettorale per reintrodurne una che non solo ha già fallito, ma che presenta gli stessi limiti e per alcuni versi anche maggiori.
L’unica via, come abbiamo ribadito più volte, è quella del ripristino di un sistema proporzionale, restituendo pienamente al Parlamento la responsabilità della formazione dei governi, e ai cittadini il potere effettivo di decisione delle rappresentanze, liberandoci finalmente dai cascami di un maggioritario che è il primo responsabile della crisi politica e morale in cui versa il paese.
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A Verona non suona il nazirock
Annullato il concerto Nazi all’area Ex Enel a Verona
Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia dell’annullamento del concerto nazirock, previsto per la sera del 14 gennaio presso l’ex area Enel di Basso Acquar. L’associazione Gardensport, che gestisce lo spazio, ha preso questa decisione dopo la pubblicazione sui media del nostro precedente comunicato, in cui si fornivano informazioni sulle band che sarebbero intervenute, tutte appartenenti all’area cd. “non conforme”, legata alla destra radicale.
L’evento era pubblicizzato su vari siti e blog dell’estrema destra, che stava organizzando anche dei pullman per raggiungere Verona. Naturalmente chi ha organizzato il concerto potrebbe decidere di spostarlo in un altro spazio, è quindi necessario monitorare in questi giorni la situazione per capire come procederà, anche perché, evidentemente, la controinformazione preventiva (almeno qualche volta) dà dei risultati. Spiace constatare che, da parte delle istituzioni preposte, in primis la prefettura, organo locale del governo, non giunga alcun segnale d’allarme su tali (e altre) iniziative, pur essendo Verona una città già duramente colpita da fatti criminosi legati a questa area politica.
Il punto interrogativo riguardante in particolare il manifesto affisso per pubblicizzare il concerto, in cui si assicura la tessera gratuita annuale del circolo per chi sarebbe entrato allo “spettacolo” (costo dell’entrata 15 euro), è stato chiarito dai gestori dell’area ex Enel, i quali hanno spiegato che chiunque entri nel sito Internet della loro associazione può scaricarsi la tessera.
Aldilà dell’evidente ingenuità delle persone che gestiscono l’associazione, che hanno detto di non essere informati né sul tenore del concerto né sui gruppi musicali, resta il tentativo di qualcuno, per ora anonimo, di avvicinare la gente, soprattutto i giovani, alla cultura della destra estrema. Del resto, come già era stato sottolineato nel nostro precedente comunicato, e come la recente azione di Forza Nuova a Verona - i manichini impiccati ai ponti per protestare contro Equitalia - dimostra, questi gruppi stanno tentando il tutto per tutto, usando l’attuale stato di crisi, per radicarsi nei territori.
Una manovra che bisogna tener d’occhio attentamente, sia che si tratti di iniziative culturali “non conformi” sia di conferenze sulle banche o richieste populiste di vario genere (casa, servizi ecc.), tutti argomenti e settori di intervento che in altre città sono stati in parte occupati dai gruppi dell’estrema destra, da CasaPound a Forza Nuova e satelliti vari.
Il presidio previsto per sabato 14 febbraio 2012 in Basso Acquar è per ora annullato. Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi sul possibile spostamento della serata in altro luogo, in quel caso ci riattiveremo riconvocando il presidio.
Circolo Pink GLBTE Verona, Federazione della sinistra, FGCI, Giovani Indignati, Sinistra Critica Verona
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A Verona torna il nazirock
Manifestazione-presidio regionale antifascista sabato 14 gennaio dalle ore 17 in poi in Basso Acquar 30/A,
riferimento Dondi salotti e distributore IP
Sono passati dieci anni da quando gli assessori di AN della fu giunta Sironi patrocinavano e finanziavano concerti, mostre, iniziative “non conformi”, in parole spicce il meglio della “cultura alternativa” della destra radicale. Non ne avevamo nessuna nostalgia ma altri invece sì, dal momento che il 14 gennaio p.v. cinque gruppi musicali “non confor mi” suoneranno al Circolo Area Enel di via Basso Acquar.
Titolo e sottotitolo sono piuttosto esplicativi “I nostri sogni di rivoluzione. Dalle ore 21 a Verona carezze e colpi di rasoio”, ancora più chiarificatori i nomi dei gruppi, TimeBombs, Blind Justice, Still Burnin’Youth-Ns Hardcore, No Prisoner, Green Arrows, tutti appartenenti all’area “non conforme”. Sul sito “Archivio non conforme”, presente anche su Facebook e su You Tube, le band sono ampiamente pubblicizzate con camerati eccellenti come gli Zetazeroalfa, Hobbit, Aurora, Hate for Breakfast, 270 bis, Amici del Vento, Antica Tradizione, Civico 88, Compagnia dell’Anello, Gesta Bellica, Imperium, Legittima Offesa, il fu Massimo Morsello, Peggior Amico, Ultima Frontiera e tanti altri. La “cultura non conforme” dispone anche di un’agenzia stampa, Novopress, presente in quasi tutti i Paesi europei.
Verona, luogo di attività dei “fascisti del Terzo Millennio”, ossia CasaPound con annessi e connessi, con sedi di Forza Nuova anche in provincia, dove gli studenti di estrema destra sono presenti sia nelle scuole superiori che all’università, per non parlare della tifoseria ultras dell’Hellas, è ovviamente la tappa ideale per un tour di questo tipo. E, infatti, il concerto sta richiamando nazi da tutta Italia, sui loro siti Internet e sui vari social network, i camerati stanno organizzando pullman per assistere all’evento.
Del resto uno dei padri fondatori del nazirock nostrano, l’ex skinhead Andrea Miglioranzi, bassista dei Gesta Bellica, ex Fiamma Tricolore, siede oggi in consiglio comunale come capogruppo della Lista Tosi e probabi lmente si ripresenterà alle prossime amministrative di primavera, mentre pochi si chiedono come mai, ad un certo punto delle indagini sugli ultimi episodi di violenza contro i “diversi”, dall’aggressione a Nicola Tommasoli con il tragico epilogo della sua morte a quella contro Francesca Ambrosi e i suoi amici in piazza delle Poste fino all’ultimo episodio che ha coinvolto un ragazzino cingalese di 14 anni, vittima di tre ragazzotti in quel di borgo Trento, salta sempre fuori una bandiera di Forza Nuova, manifesti di qualche gruppo della destra radicale, foto e video come sopra, spesso legati anche all’ambiente degli ultras dell’Hellas, insomma matasse di fili intrecciate con l’estrema destra.
Dopo l’assassinio di due uomini di origine senegalese a Firenze, ad opera di un simpatizzante di CasaPound che poi si è suicidato, la figlia di Ezra Pound ha g iudicato la misura colma ed ha denunciato l’associazione neofascista per l’uso improprio del nome del padre, mentre in tutta Italia si sono svolte manifestazioni antifasciste e antirazziste, durante le quali è stata chiesta da più voci la chiusura delle sedi della destra radicale, che in alcune città, come appunto Verona, godono anche di appoggi istituzionali (come dimenticare la comparsata del sindaco Flavio Tosi, appena eletto, alla manifestazione organizzata dalla destra radicale, con tanto di saluti e strette di mano?).
Se qualcuno non fosse convinto di quanto qui sostenuto, alleghiamo i manifesti dei concerti di questi gruppi, un paio di testi delle canzoni e invitiamo chi usa il computer a visitare qualche sito “non conforme”, ce n’è per tutti i gusti e in tutte le lingue, in particolare consigliamo come particolarmente “hard” ci nghiamattanza, con foto iniziale di un pestaggio. Ma tutti i siti, i collegamenti, le foto e i video contengono riferimenti espliciti a ideologie e gruppi dell’ultradestra sia italiana che europea, con esplicite dichiarazioni d’amore per i personaggi e l’ideologia del nazifascismo o deliri nazionalisti e identitari, con sfondi xenofobi e omofobi, quando va bene.
In questo contesto di crisi pensiamo sia quanto mai necessario non lasciare a fascisti e leghisti la possibilità di spargere il loro odio ed il loro razzismo istituzionale o di strada. Tali forze (che come la Lega hanno condiviso responsabilità di governo) provano infatti a sfruttare l’esasperazione di chi è impoverito dalla crisi e dalle misure classiste dei governi Berlusconi e Monti, soffiando sul fuoco del razzismo e della divisione sociale.
Alla luce di tutto questo e di molto altro che ci sarebbe da dire ma in un comunicato stampa lo spazio è limitato pensiamo sia necessario (purtroppo e ancora una volta) chiedere l’annullamento del concerto e chiamare a raccolta i gruppi, le associazioni, i partiti, i singoli antifascisti per una manifestazione-presidio regionale che si terrà nel giorno previsto per il concerto, il 14 gennaio c.m., dalle ore 17 in poi in Basso Acquar.
Circolo Pink GLBTE Verona, Federazione della sinistra, FGCI, Giovani Indignati, Sinistra Critica Verona
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immagino il ritorno di aratri trainati da uomini
con le stesse corde dei battellieri del Volga
le stesse usate
dallo Zar , dal potere divino che teme solo
le sacre baionette dei beati giustizieri.
banchieri sacerdoti della speculazione
armati d’immondi cavò dove assoggettano
gli equilibri sociali.
metteranno a pane e acqua le città, i continenti, le loro coscienze.
in ginocchio si aspettano di vederci nelle battaglie
affittando aurighi della Mongolia.
hanno da sempre usato ciò che conduce al sangue,
sì questi politici dalle mani grigio- topo sono persone rette e serie
come lo erano i boia di Londra.
Giorgio Maria Bellini
cavò italianizzato dal francese per evitare l’overdose di vocali
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LACRIME………
di coccodrillo del governo Monti
…………E SANGUE
di lavoratori, pensionati e ceti deboli
Il governo Monti, nonostante il pianto della ministra del Welfare Fornero, mantiene le promesse contratte con i padroni, le banche e la finanza europea. Colpiti, come da copione, lavoratori dipendenti, le donne, gli anziani e i soggetti più deboli.
Blocco sostanziale delle pensioni, sia per l’anzianità contributiva che per l’indicizzazione annuale all’inflazione
Tagli alla sanità e aumento del ticket
Torna l’ICI, cambiando nome, sulla prima casa anche per le fasce popolari
Prossimo aumento dell’Iva di due punti anche per i generi di prima necessità, con un conseguente rialzo dei prezzi al consumo
Ulteriori tagli agli Enti locali
Prossima tappa: revisione delle garanzie sui contratti di lavoro
Solo una generalizzata opposizione sociale potrà contrastare efficacemente la macelleria del governo dei banchieri e dei loro sostenitori.
Una opposizione e una Sinistra unita sono gli unici punti di resistenza possibile contro la devastazione dello Stato Sociale e il progressivo impoverimento dei ceti popolari. Lo sciopero di lunedì 12 dicembre deve essere solo la prima tappa.
Facciamo emergere da una vasta mobilitazione una diversa politica economica che preveda la PATRIMONIALE (10 miliardi), il TAGLIO DEI CONTRIBUTI ALLE AZIENDE CHE DELOCALIZZANO (30 miliardi), il TAGLIO DELLE SPESE MILITARI (10 miliardi) e un RECUPERO DELL’EVASIONE FISCALE (40 miliardi) il RIENTRO DEI DEPOSITI ITALIANI IN SVIZZERA (10 miliardi, come hanno già fatto Gran Bretagna e Germania).
QUESTA E’ LA NOSTRA MANOVRA: chiamatela SALVA LAVORATORI E LAVORATRICI, PENSIONATE E PENSIONATI CHE RIDISTRIBUISCE RISORSE ALLE NUOVE GENERAZIONI
Federazione della Sinistra di Verona
Via Benedetti 18/a
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