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Festa in Rosso! 2-5 Settembre. Quinzano. di fronte piscine Santini

August 12th, 2010 · No Comments

Giovedì 2 Settembre

ore 21.45

The Dudes Groove

Funk / Blues / Jazz

www.myspace.com/thedudesgroove

Venerdì 3 settembre

ore 20,30 dibattito “la crisi, il lavoro, le lotte” con

Roberto Giudici, INNSE milano - Fiom Cgil

Fabio Pozzerle, Bpw Italia - Fiom Cgil Verona

Maria Fabbri, Rsu Glaxo - Smithline

Alberto Stanghellini, Nidil Cgil Verona

presenta Jacopo Venier della segreteria nazionale del Pdci

Sabato 4 Settembre

ore 18.30

aperitivo con presentazione del libro

“BENTORNATO MARX! RINASCITA DI UN PENSIERO RIVOLUZIONARIO” di Diego Fusaro.

11 tesi su Marx per approssimarsi al suo pensiero e valutarne l’attualità

“Forse la conoscenza delle teorie economiche di Marx avrebbe potuto permettere ai nostri economisti e politici di evitare, o perlomeno di attenuare, l’attuale crisi del capitalismo.” (Bryn Rowlands, Financial Times)

ore 20,30

dibattito con presentazione del libro “Quel che il futuro dirà di noi”

di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

Domenica 5 Settembre

ore 18.30

aperitivo co dibattito “L’ECO DI UN FURURO VIOLATO”

le giornate di Genova, l’iter giudiziario, l’analisi politica e le proposte del Movimento di Seattle e del Social Forum: ne

parliamo con

Lorenzo Guadagnucci, giornalista, autore di “Noi della diaz”, del Comitato Verità e giustizia per Genova

e Haidi Giuliani, del Comitato Piazza Carlo Giuliani, già senatrice di Rifondazione Comunista, madre di Carlo

ore 21.45

Ratzmataz

Rock / Southern Rock / Glam

www.myspace.com/ratzmataz

a seguire Dj Set

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Due nodi al pettine

August 5th, 2010 · No Comments

http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2010/mese/08/articolo/3174/
Ida Dominijanni


Prendiamo le due ipotesi che vanno per la maggiore, voto anticipato (sponsor Berlusconi) o governo di transizione (sponsor il Pd). Il voto anticipato, si dice, sarebbe l’arma finale in mano al Cavaliere, quella che gli consentirebbe di riprendere in mano la partita e di trascinare il paese nel solito gioco, a lui favorevole, della campagna elettorale permanente con relativi toni plebiscitari, appelli al popolo, promesse di miracoli e via dicendo. Ma sarà poi vero che gli conviene, e fino a che punto?
Intanto, se lui dice che è vero c’è da giurare che sia piuttosto, rubo l’espressione a Mario Tronti, «veramente falso». Infatti le controindicazioni pesantissime sono almeno quattro. Uno, la curva discendente dei consensi al premier, che con la cacciata di Fini può risalire, come Berlusconi millanta, ma può anche scendere di più. Due, il federalismo incompiuto: senza decreti delegati niente voto, parola di Bossi. Tre, il pericolo Vendola: Berlusconi lo teme (giustamente) e sul punto è ancora in attesa di sondaggi. Quattro, se è consentito introdurre una variabile extrapolitica, la crisi: che se negli Usa è stata capace due anni fa di chiudere il trentennio reaganian-bushiano, potrebbe pure essere in grado di chiudere in Italia il ventennio berlusconiano. Dunque il voto anticipato sarà pure l’arma finale del Cavaliere, ma è un’arma meno carica di quanto sembri.
Passiamo al governo di transizione (nelle sue diverse e imprecisate variabili: tecnico, istituzionale, politico, di scopo, eccetera). Lo vuole il Pd e - pare - il presidente della Repubblica. Ma, a parte le controindicazioni istituzionali – la situazione in cui opera oggi Napolitano è molto diversa da quella in cui operò nel ‘94 Scalfaro -, siamo sicuri che il Pd, che non è pronto alle elezioni essendo in perenne fase costituente di se stesso, sia invece pronto come dice di essere a questa ipotesi? Franceschini giura di sì («Se riusciamo a far cadere Berlusconi nel Pd ci mettiamo d’accordo in cinque minuti; occorre un governo di transizione che prepari una nuova legge elettorale e apra le porte a un bipolarismo europeo moderno»), ma basta leggere Veltroni per capire che di minuti ce ne vorrebbero parecchi di più, perché nel Pd non c’è alcun accordo su che cosa sia «un bipolarismo europeo moderno» e di conseguenza su quale sia la legge elettorale da fare. Veltroni è ancora convinto di essere stato lui, non Berlusconi dal predellino, il meritorio artefice del bipolarismo bipartitico e bileaderistico che oggi crolla da centrodestra e che, secondo lui, bisogna tenere in vita da centrosinistra con una legge elettorale nettamente maggioritaria; D’Alema guarda al proporzionale e al modello tedesco per aprire spazi di manovra e di coalizione parlamentare con il centro e il futuribile terzo polo (Casini, Fini e simili). E poi: un governo di transizione, con chi? Per Rosi Bindi, anche con «alleati innaturali», leggi Fini, Tremonti, nonché un Bossi garantito sul federalismo: ma - a parte il fatto che uno di questi alleati non vale l’altro, per via della questione Nord-Sud che ci si mette di mezzo: vedi Luca Ricolfi su «La Stampa» di ieri - nel Pd hanno fatto un conto approssimativo dei costi di queste «alleanze innaturali» in termini di consenso e di tenuta del partito?
No, evidentemente, perché da anni ragionare in termini di rappresentanza, o di rapporto fra società e politica, non va più di moda: si portano solo - a destra e a sinistra - o il populismo mediatico o la trama politica. Controprova: c’è qualcuno, nel centrodestra e nel centrosinistra, che si stia esercitando a mettere in rapporto le scosse del Palazzo con gli effetti sociali della crisi, gli aggiustamenti del capitalismo italiano, che so, le mosse serbo-americane di Marchionne, o il divario, non di voti ma di cittadinanza, fra Nord e Sud, o la condizione giovanile o lo stato del lavoro e del mercato del lavoro? Non risulta, salvo i cenni di Vendola. E dunque per una volta ha ragione Piero Ostellino, quando scrive che la crisi di sistema rischia di esplodere come crisi di rappresentanza, con la fine del Pdl che si trascina dietro automaticamente la fine del Pd; e con ogni probabilità la fine altresì non solo del bipartitismo ma anche del bipolarismo. E ha ragione Giuliano Ferrara quando scrive che stavolta non c’è scampo, viene al pettine il nodo del conflitto che tiene in scacco la politica italiana da vent’anni, fra il modello di democrazia parlamentare scritto nella Costituzione del ‘48 e il modello presidenzial-populista praticato da Berlusconi. Del resto, nella testa dei padri fondatori modello istituzionale e modello di società si tenevano. Sarebbe il caso di ricominciare a pensarli insieme.

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Così le rettifiche e le multe uccideranno i blog

July 30th, 2010 · No Comments

Così le rettifiche e le multe uccideranno i blogdi Leonardo Tondelli su l’Unità del 27 luglio 2010

Certo che noialtri blog siamo sempre così allarmisti. Non è bello poter scrivere quel che ci pare senza responsabilità? E invece no, siamo sempre preoccupati che la pacchia stia per finire. C’è sempre in discussione un decreto, un disegno, un codicillo che minaccia la nostra stessa esistenza. Eppure in un qualche modo ce l’abbiamo sempre fatta, da dieci anni in qua. Cerchiamo di capire cosa rischiamo stavolta con quel comma 29 che l’onorevole Bongiorno non vuole assolutamente modificare.

Allora, mettiamo che io sia una tranquillissima persona con un blog, che aggiorno un paio di volte alla settimana. Un blog di foto di gatti, che ne dite? Più innocuo di così. Io ovviamente sto molto attento a non diffamare mai nessuno, gatti o padroni di gatti. Mettiamo che io venerdì pubblichi la foto del mio gatto in una scatola, prima di partire per il week end.

Il mio blog però è aperto ai commenti: che blog sarebbe, altrimenti. Ora accade che nella mattina di sabato tra i miei commentatori scoppi una polemica virulenta tra i sostenitori di due varietà diverse di cibo per gatti. In particolare c’è un commentatore anonimo che lascia una critica fortissima, anche se un po’ campata per aria, nei confronti delle scatolette XYX. Tutto questo avviene mentre io sono in spiaggia a pigliare il sole, e il blog è l’ultimo dei miei pensieri. Le accuse contenute nel commento sono veramente infamanti e arrivano quasi subito sul tavolo dell’ufficio stampa dell’azienda XYX, che in realtà è il signor XYX medesimo. Insomma, verso mezzogiorno nella mia casella mail c’è già una richiesta di rettifica. Io nel frattempo sto affrontando un piatto di spaghetti alle vongole: l’ultima cosa che mi può venire in mente è controllare la mia mail per vedere se per caso qualche commentatore non abbia diffamato un’azienda di cibo per gatti a mia insaputa.

La domenica sera arrivo a casa stanco e mi corico senza aver aperto la mail. Lunedì ho la sveglia alle sette, perché lavoro anch’io, cosa credete? I blog di gatti non danno il pane. Alle due, prima di finire la pausa pranzo, finalmente scorro la mail personale. Scopro di essere responsabile di una grave diffamazione ai danni della ditta XYX. Cancello immediatamente il commento anonimo, e in due minuti pubblico la rettifica. Ma è troppo tardi, sono già scadute 48 ore, devo pagare una multa. Quanto fa? 12mila euro. Magari voi pensate che me la sia cercata. Chi me l’ha fatto fare di lasciare i commenti aperti al pubblico? È ammissibile che al giorno d’oggi il responsabile di un blog di gatti non controlli la mail per 48 ore di fila? Forse avete ragione, ma nel frattempo io ho un buco di dodicimila euro. Come lo riempirò?

D’un tratto, un’idea: come un lampo nel buio. Mi metto a caccia di blog. Devono essere poco importanti, amatoriali come il mio. Scritti da gente che lascia i commenti aperti, ma poi magari non aggiorna per intere settimane. Ce n’è a bizzeffe, ma alla fine scelgo quello del vostro figlio quindicenne metallaro, che non ha mai scritto un post tra il martedì e il giovedì. Proprio la finestra temporale che fa per me. Aspetto fino a martedì sera, e poi colpisco. In fondo a un post di quattro anni fa, scrivo uncommento anonimo ferocissimo… su me stesso. Mi autodenuncio come sequestratore e seviziatore di felini. Sì, pare che io abbia un garage pieno di gattini bonsai. E mercoledì mattina, di buon ora, con la mia mail ufficiale, mando a vostro figlio metallaro una richiesta di rettifica. Lui la mia mail non la legge, è da due anni che non apre nemmeno la posta, perché tanto coi suoi amici si trova su Facebook. Non importa, dopo una settimana arriva la multa. Dodicimila euro.

Lui ci rimane così male che in un raptus distrugge tutti i vinile dei Sepultura. Si chiude a chiave e non accende più la luce. Cosa starà combinando? Dopo qualche ora sfondate la porta. È al computer. Sta cercando un blog dove autodiffamarsi. Ne ha appena scelto uno tutto cuoricini ed hello kitty. Diabolico!

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Circolo Pink di Verona - Comunicato stampa

July 18th, 2010 · No Comments

Ennesimo atto intimidatorio contro le persone omosessuali di Verona.

E’ successo ieri sera, venerdi 16 luglio 2010, in uno dei luoghi di incontro gay di Verona, una serata tranquilla come tante altre fino a che una macchia con 4/5 ragazzi si è presentata e ha cominciato a intimidire le persone presenti. Uno dei ragazzi scendeva dall’auto e con una cinghia intimava ai presenti di andarsene, sostenendo che quel posto era proprietà privata, cosa non vera. La cosa è andata avanti per una mezz’ora, fino a  che un ragazzo del pink presente e anch’esso aggredito verbalmente e minacciato ha chiamato i carabinieri che dopo poco sono arrivati, fermando gli aggressori.
Pateticamente quello con la cinghia, il più spavaldo del gruppo, voleva chiedere poi scusa, scuse rimandate al mittente naturalmente.

Tutto si è risolto poi “bene”, un grande spavento, ma poteva finire peggio, o forse succederà, dato che spesso questi branchi si muovevano in modo indisturbato senza problemi di farsi vedere in faccia o mostrare la targa dell’auto, che naturalmente è stata presa.
Il ragazzo del pink è stato minacciato e intimato di andarsene pena la “distruzione” dell’auto. Un atto fortemente intimidatorio.

Non è la prima volta, non sarà l’ultima, che succedono fatti del genere, ne son successi di più gravi, fino a  che ci sarà gente che si sente nel diritto di usare la violenza contro le persone omosessuali, solo perchè sono dei diversi o stanno nel loro quartiere. Chi va in questi posti a intimidire o peggio ad aggredire fisicamente, sa benissimo che spesso queste cose non vengono denunciate, rimangono nel silenzio per questo si muovono liberi e a una certa ora della notte vanno a “divertirsi” dai froci.

Ricordiamo che il tutto succede anche perchè lo storico posto di incontro in Basso Acquar è stato chiuso da una ordinanza di Falvio Tosi, ora questo luogo di incontro, molto più in periferia del vecchio, è più attaccabile perchè più isolato mentre Basso Acquar era più in centro ben illuminato, ma naturalmente nella logica della politica xenofoba di Tosi, le persone omosessuali dovevano essere allontanate da li.

Possiamo solo sperare che fatti del genere succedano sempre meno, che le persone omosessuali reagiscano e non si lascino intimidire da fatti violenti e intimidatori, che si abituino a segnalare quello che succede, che non abbiano paura a farlo perchè fino a che tutto rimarrà nel silenzio queste persone si sentiranno nel diritto di usare la violenza contro di noi.

Ci sono dei numeri di telefono del pink dove eventualmente segnalare questi fatti 045 8012845 - 346 6902144, usateli.

Il circolo pink

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LA LOTTA PAGA!!!

July 12th, 2010 · No Comments

Le cento formichine rappresentate dai lavoratori della BPW Italia di Verona, ben sostenute dalla RSU aziendale e dalla locale FIOM, hanno costretto il colosso tedesco a scendere a patti.

All’inizio dell’anno, infatti, il padrone con tracotanza annunciava che con luglio sarebbe terminata la produzione nello stabilimento di via Flavio Gioia e che l’attività produttiva sarebbe stata trasferita in Ungheria.

Gli operai sceglievano subito la lotta per difendere le loro ragioni ed ora si possono vedere i frutti.

Certo, sei mesi di presidio, giorno e notte, davanti al posto di lavoro, gli scioperi a scacchiera e la mobilitazione continua non è stata facile, anzi.

Oggi, però, siamo davanti ad un risultato allora inimmaginabile.

Pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali fino alla loro scadenza, poi contratti di solidarietà per altri due anni e, nel frattempo, incentivo a chi volontariamente sceglie di lasciare l’azienda.

Sono questi i dati fondamentali dell’accordo sottoscritto ieri e che giovedì sarà sottoposto al referendum, con voto segreto, dei lavoratori.

La differenza da quanto annunciato dal padrone a gennaio è evidente.

Non solo, ma questo accordo segna una novità importante per la gestione delle crisi aziendali in tutto il veronese.

I contratti di solidarietà diventano una scelta praticabile ed una via perseguibile non solo qui, ma per tutte le situazioni di crisi.

Anche su questo punto la confindustria di casa nostra deve fare un passo in dietro.

E’ un risultato positivo e che va decisamente sottolineato.

Ora anche gli altri lavoratori, per il raggiungimento di questo obiettivo, dovranno ringraziare la tenacia e la costanza degli operai della BPW.

Ancora una volta è dimostrato che la lotta paga e non solo per se stessi.

Come la sconfitta di uno, facilmente diventa sconfitta per tutti, così il raggiungimento di un obiettivo in una realtà apre la strada anche alle altre che si trovino nelle stesse condizioni.

A livello nazionale prima la INNSE di Milano poi, recentemente, i lavoratori di Pomigliano ora anche quelli della BPW dimostrano che alzare la testa si può.

La Federazione della Sinistra di Verona ha seguito con attenzione la vertenza ed ora ne festeggia la positiva conclusione.

GRAZIE LAVORATORI BPW ITALIA DELLA VOSTRA LOTTA!!!!!!!!!

Federazione della Sinistra di Verona

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